ancora aggressioni fasciste a viterbo

Continuano le aggressioni fasciste a Viterbo

Fomentati dalle recenti ribalte mediatiche delle loro più giovani leve, i giovani dell’estrema destra viterbese tornano all’azione di strada proprio nel giorno del trasporto della macchina di santa rosa.
Il bersaglio sono come sempre alcuni presunti appartenenti a movimenti anarchici, sporadici frequentatori di uno dei bar preferiti dagli studenti universitari. Non certo un posto "de sinistra", solo un bar dove ogni tanto ci si ritrova non certo per progettare chissà quali attività politica o gesto sovversivo, ma solo per un drink prima che con la nuova stagione i prezzi salgano ancora – più o meno misteriosamente.
Un po’ di vetri, una sediata, macchine danneggiate, strascichi il giorno dopo al Sacrario quando – come da tradizione – "ci si va a cercare con gli amici", tanto ci si conosce tuti, si lavora da quelle parti, si è tutti – eccheccazzo- del paesello.
Certo è dura conciliare la vita professionale e quella di nazistello, ma il viterbese si sa è lavoratore infaticabile.
Istituzioni e media, nel frattempo, fanno quello che fanno sempre da queste parti: cercano qualcuno con cui convenga schierarsi. Si cerca di derubricare un’aggressione di chiara valenza politica a semplice teppismo da stadio – spesso effettivamente confinanti, persino esponenti politici diconoi che questi non sono veri camerati perchè nella lotta degli anni settanta c’era un fine politico. Come a dire: mettete via le cinghie e procuratevi delle pistole. E che cazzo di fine politico è poi la supremazia della razza ariana?


Giornalisti in erba pascolano per le serate in cerca di anarchici, domandano, insinuano, "profondamente sgolano/golosamente approfondiscono" la notizia consapevoli della fortuna che almeno una delle due metà in campo – la parte lesa – non si nasconda in salotti, salette, pub e baretti ma sia normalmente in giro dove li si conosce da anni – mentre invece i ragazzi bene nessuno ancora li mette nero su bianco, chissà perchè – e quando gli tocca, tocca solo a quelli col cognome sfigato.
La giovane penna si preoccupa – anche per la giacchetta, così dandy in un luogo di infanti stracciatelli, uno che non dimostra neanche quindici anni ha una maglietta "anarchy will beat", magari è venuto perchè spera di essere arruolato da chissà quale gruppo rivoluzionario – e si informa sulle condizioni di salute, sulle dinamiche. Se potesse porterebbe una tazza di brodo di pollo, ma forse la macchinetta del caffè della redazione del giornale non la prepara – oppure un enorme uinnipù pieno di cioccolatini con una scritta incisa in un grosso cuore di pelouche "anarchici guarite presto".
Osservandoli verrebbe da chiedere se questi ragazzi abbiano ancora voglia di comunicare su canali ufficiali e mainstream – per quanto la ggggiovane penna dissimuli  e si mostri amichevole – sui giornali e negli uffici e nei locali di figli, fratelli, cugini e compari di chi ordisce queste simpaticherie fasciste  per dar sfogo ai ragazzi in un giorno senza stadio.
La gente si guarda intorno al solito bar. Età media diciannove scarsi a parte i soliti noti che pian piano si radunano facendo circolare anche qualche voce: i fasci sono in giro coi motorini – figuratevi quanti anni hanno.
Almeno non possono avere un bagagliaio pieno di mattoni.
La giovane penna fiuta lo scoop?
Intanto i medi media locali fanno sapere che la città è tesa, che in una nota piazza bene si fanno controlli – cioè si controlla che grado di protezione forniscano i papà di questi ragazzi per assicurarsi che non ci vada di mezzo qualche giovane davvero bene, quando ci saranno identificazioni inutili e marginali: tanto per far vedere che non si sta con le mani in mano.
Intanto andare in giro per Viterbo potrebbe preoccupare chi riesce ad intuire che per quanto sia una cazzata prima o poi il gioco potrebbe farsi troppo materiale ed il villano di turno sfoderare lama o pezzo – rimediato magari da qualche cattivo maestro nostalgico di certe giovinezze neanche tanto lontane, oppure da qualche capitolino che viene ad addestrare ragazzi volenterosi di portare la lotta "non conforme" anche in provincia e spaccar teste a qualche compagno.
Così, tanto per  fare il verso all’eroico camerata romano o veronese cui si vuole assomigliare.

Dopo la viterbo violenta degli agguati ai locali tornano i camerati allora, così non conformi che uno quando li vede dice "ammazza quanto sono nonconformi! un fascista che picchia un tizio! che innovativa ed imprevedibile ondata di anticonformismo! mai vista una cosa simile!"
Un po’ sono rasatelli, qualcuno sembra avere come parrucchiere il mostro di Rostock, qualcuno crede di fare politica, qualcuno si allena per la domenica allo stadio, qualcuno lo fa per sport, qualcuno perchè lo facevano già il nonno e il babbo, qualcuno per farsi vedere dalle fighe, qualcuno ha il cuore veramente nero mentre altri tra un paio d’ore stanno già a qualche happy hour, magari si fanno pure una canna se non ci sono altri camerati in giro.
Tutto qua: gente da baretto, da scuole superiori, da lavoretto qualunque: officine, supermercati, librerie,  locali vari. Qualcuno fa carriera, qualcuno resta indetro, qualcuno decide di formare le prossime generazioni di ragazzi, qualcuno ha un distintivo discreto sulla giacca, qualcuno lafondina.
Davvero tutto qua. Davvero gente qualunque, non come il poveraccio accoppato che prima o poi ci scapperà e che diventerà famoso.

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1 Response to ancora aggressioni fasciste a viterbo

  1. prrrrrrrttttttttttttt! says:

    bè visto che anche tu sei sulla lista nera voglio che mi si veda in giro con te così magari canettieri scrive anche qualcosa su di me…

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